dungeons and dragons

Murgantia Tenebris: High fantasy di collina

“Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!”, esclamò Frodo. “Non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato” (da J.R.R. Tolkien)

 

PARTE I

 

Ci fermiamo qui, sia con le citazioni che con i riferimenti a quello che stiamo vivendo noi esseri dis-umani nel 2020. Questa è una storia ancora non scritta del tutto, è una sceneggiatura incompiuta, senza ancora nessun certo lieto fine. Una storia che forse voi, già conosce, per i romanzi che avete letto, per i film che avete visto o semplicemente per le storie che vi hanno raccontato. Ma quale regista o quale scrittore vi ha trasmesso quella sensazione che oggi state provando? Ve lo dico io non senza una certa presunzione: nessuno. Oggi sento dire che noi ce la faremo, è probabile, ma di sicuro quella che ci sta succedendo è una storia che oggi ci spiattella in faccia con violenta crudezza una sola verità: siamo piccoli e presuntuosi esseri di passaggio, in un mondo che non meritiamo e farà, nel momento opportuno, tranquillamente a meno di noi.

Ma eravamo partiti con una citazione del Mastro Tolkien per un altro motivo, più che per l’attinenza innegabile di questo dialogo in questo periodo storico, ma perché è grazie a lui, sicuramente  anche ad altri prima di lui, essendo io stesso, “nato” con le letture delle Dragonlance e Lupo Solitario, che la mia passione per la Cultura fantasy ha avuto inizio, anzi si è consolidata, radicata e diventata una malattia.

Grazie a lui, al mio primo master di Dungeons and Dragon, alle cattive amicizie da giovane e meno giovane, alla storia della filosofia e delle religioni, grazie alla mia propensione naturale per tutto ciò che è fiabesco o cavalleresco ed epico, che oggi sono qui a scrivere su me stesso, di quella che, definire opera è forse un tantino presuntuoso, ma che in cuor mio , ha l’ambizione andare ad intrufolarsi in quel già affollatissimo mondo delle ambientazioni fantasy medievali che troverete sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo. Una goccia d’acqua in mezzo al mare si potrebbe pensare, e lo è a tutti gli effetti, ma, c’è un ma ed è questo in semplici parole: ogni uno di noi ha un universo dentro che , se fosse un demiurgo, plasmerebbe a propria immagine e somiglianza. Quel poco che la parola comune riesce a spiegare diventa quello che agli altri spieghiamo di noi e che spesso, quegli altri tradurranno a loro comodo. Poi c’è, invece, chi sa usare meglio la parola, un poeta appunto, uno scrittore e chi  la penna o il pennello, la matita, o magari sa ballare cantare o spaccare chitarre elettriche su un palco davanti a migliaia di persone.

Ognuno di noi crea il proprio mondo e lo mostra agli altri, lo disvela al suo pubblico! Che siamo artisti o semplici sognatori poco importa. Cosa importa, in realtà, non lo so e non so nemmeno se mi interessa o serva saperlo. Io so solo che questo Mio mondo  voglio raccontarlo e vederlo crescere, e raccontarlo a lui, il nostro pubblico. A quel mostriciattolo biondo che inizia a dire le parole magiche : “facciamo che io ero”. Glielo racconterò sempre in continuazione e per tutta la vita, in  modo che questo Mio mondo , imperfetto, incompiuto, un giorno diventi il Suo mondo, con tutte quelle pagine bianche che gli lascerò, affinché possa scriverne ancora e ancora e di nuovo ancora, perché non esiste un buon libro se non c’è un ottimo lettore che ha fiducia in te, ed il lieto fine dipende anche un po’ da lui. Ma ce la faremo se facciamo finta che siamo.

 

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PARTE II

MURGANTIA TENEBRIS

Tecnicamente: Murgantia Tenebris è un’ ambientazione adatta per ogni tipo di gioco di ruolo high fantasy e fantasy medievale in generale, ciò vuol dire che abbiamo una storia di qualche migliaio di anni una geografia che, da una bozza di principio, diventa sempre di più dettagliata, grazie anche all’alacre contributo dei players (i miei amici) che negli anni hanno calpestato queste incolte e brulle terre, respirandone le vicende , tessendone a volte in prima persona le trame e contribuendo in prima persona all’evoluzione e alla formazione della sua storia politica.

 

Vediamo un po’ , evitando di entrare in particolari (che tratteremo volentieri più avanti) ma cercando di dare una infarinatura di base su tutto quello che può essere questo piccolo grande mondo.

[…C’è stato un tempo, un tempo ormai dimenticato dai più, in cui esseri di tutte le razze vivevano assieme in armonia e , inutile dirlo, in pace. Un tempo dei draghi, delle fate e dei folletti, il tempo che oggi è detto fiaba dagli uomini, ma che al tempo non aveva ancora uomini, per buona sorte.

Il tempo di Duunia, la terra conosciuta , il mondo in cui da secoli si assiste al teatro delle razze dei mortali e degli immortali. E’ il mondo in cui un drago giovane, figlio dei Supremi, per così dire, gli fu concesso di venire a crescere e farsi le ossa: il suo nome era Kabilia.

E venne il suo tempo e per sua mano, gli uomini furono creati…]

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PARTE III

Senza riportare il manuale nella sua interezza, cosa che sarebbe terribilmente inutile e non renderebbe giustizia, abbiamo deciso che questa intervista sarà del tipo, quando dallo psicanalista ti mostrano una foto e ti a bruciapelo mi dici cosa ci vedi; esamineremo così i punti salienti della struttura del mondo di Duunia , dei continenti conosciuti e delle genti che vi abitano.

“mappe, disegni e bozze sono frutto del lavoro di anni di ricerca sui nomi , studio su culture del passato e invenzioni di sana pianta, sia degli uni che delle altre”

 

“si è arrivati dopo anni di cartografia,disegni su carta straccia, e racconti dei viaggiatori, ad una mappa definitiva datata 1376 della nuova era, ad opera di un certo E.Drake…peccato che pare sia del tutto errata!

 

“avendo voluto immortalare i momenti salienti delle vicende di Duunia arrecare fare offesa a nessuno, non sarebbero bastati tutti i fiumi del continente divenuti inchiostro…quindi abbiamo dovuto accontentarci, per ora di questi pochi reperti”

 

 

“Demoni , diavoletti, grandi e antichi sortilegi sono il mio forte, tutto ha un tono HIGH FANTASY , come si dice in gergo, che poi è un altro modo per dire: non voglio limiti a quello che può succedere al di fuori degli schemi della vita della gente normale”

 

 

         Dalami (domini) del continente centrale

 

 

“Alcune mappe di un cronista dell’epoca V Boyle, forse ad oggi la più attendibili guide turistiche del continente centrale”

 

   Alto drappello di Dalamar con annessi stendardi        dei tre ordini: combattenti, chierici e maghi.

 

“Il cavalierato ricopre un ruolo fondamentale nella vita odierna ed appartenere ai gloriosi Cavalieri di Dalamar, lo è ancora di più, perchè parliamo del più antico ordine cavalleresco del continente centrale e verosimilmente, del mondo intero”

 

                             Fontago de’ mori

“Anche la vita quotidiana, quella fatta di lavoro sudore e sporcizia, ha il suo grande valore: essere un venditore di tessuti e unguenti, un apprendista del mastro ferraio o un mercante di frutta al mercato dei mori nella capitale Xingren (vedi foto) è ugualmente importante per la comunità; certo che vendere cipolle e patate è meno eccitante che far parte della “gilda dei ladri della corona”  ma di sicuro ti garantisce una vita mediamente più lunga”.

 

 

“Quindi si, dicevamo: ci sono gli eroi, ma c’è la gente comune, come il buon Brillo del clan dei Rovere, uno dei sette clan principali della Costa Ovest di Dalamar…vi consiglio di andarlo a trovare per ascoltare le sue fantastiche storie davanti ad un camino acceso e un buon distillato delle terre alte”

 

         Akord Arquen elfo scuro di Fosco Reame

 

“Invece chi sconsiglio vivamente di andare a trovare, al contrario del buon Brillo, è la gente di Fosco Reame: elfi dalla pelle scura, occhi sottili e pungenti, nemici della luce e delle cose belle…tutt’altro che i loro cugini delle terre verdi di Xingreen. Beh , forse una volta nella vita vi sarà possibile ascoltare anche quello che hanno da dire gli oscuri delle paludi del sud, ma deve esservi davvero poco cara la vita”

 

Anche continuando per un mese intero (non che non abbia tempo per farlo) non riuscirei ad onorare ogni attività che si svolge dall’estremo caldo di Croce del sud ai picchi gelidi di Murgantia, su al nord di Dalamar. Si estrae roccia, produciamo la nostra birra “affilata” (9% vol), tessiamo intrighi sovvertiamo Re , tramiamo nell’ombra e sfoggiamo in campo aperto le nostre splendide cappe purpuree…insomma, la vita nel continente ed oltre va avanti sempre, anche quando torniamo a casa dopo una serata davanti al camino a lanciare dadi e bere vino…anche quando la copertina di questo libro è benchiusa.

 

Murgantia Tenebris
                                                    Murgantia Tenebris