Magic, pollos ed altre avventure

 

Salve a tutti lettori e lettrici, qui è Giulio Grosso che vi scrive ( vi ricorderete di me per quel memorabile articolo sul gioco FIASCO…o forse no). In ogni modo eccomi qui per festeggiare il compleanno del mio Passaporto! Vi chiederete se io abbia bevuto o cosa diavolo stia farneticando, ma in realtà è proprio quello da cui vorrei cominciare.

E’ infatti, grazie a questo documento, che lo scorso 03/04/05 Novembre, presso l’Albuquerque convention Center, ho potuto partecipare al Pro Tour Ixalan di Magic The Gathering, gioco che immagino, non abbia bisogno di alcuna introduzione o spiegazione, e se ve ne fosse , non potrei di certo farlo qui e vi inviterei caldamente a non leggere altro di questo articolo, se non il finale.
A limite potrei rispondere alla domanda: ma cosa diavolo è un Pro Tour?
Eccomi qui a spiegarvelo; il Pro Tour è il massimo torneo a cui aspirano tutti i giocatori di Magic: ecco per l’appunto pro, profetional. Per parteciparvi è richiesto il superamento di alcune selezioni a livello regionale e Nazionale, quindi prendere punteggio con piazzamenti o vittorie in vari tornei sanzionati dalla Wizard. Possiamo quindi considerarlo “Un sogno”, il “Fine ultimo” di un giocatore di Magic, il punto più alto! Con la partecipazione al Pro Tour si ha l’occasione di affrontare giocatori appartenenti alla Hall of fame, Visionari e campioni del mondo. Insomma, paragonandolo in termini calcistici, La champions League di questo gioco da tavolo di carte collezionabili; Magic.

Il mio di sogno, si è realizzato in questi termini e raggiunto il culmine ho avuto modo di partecipare alle finali mondiali, appunto , in questa sperduta località d’oltreoceano: Albuquerque.

Ma facciamo un po’ di geografia: Albuquerque conta circa mezzo milione di abitanti ed è situata nel New Mexico, al confine tra gli USA e appunto il Messico; è una città con un clima Desertico ed è nota al pubblico, perlopiù televisivo , perchè teatro di una delle più grandi serie degli ultimi tempi: Breaking Bad (Tenetelo bene a mente questo particolare).
L’evento, organizzato dalla Wizard, la casa produttrice del gioco di carte, era ben predisposto per i giocatori partecipanti, difatti l’itinerario propostomi da loro era tutto a loro spese e prevedeva la partenza da Roma Fiumicino il 31 Ottobre per poi fare scalo a Parigi, Salt Lake City ed infine raggiungere questa “Oasi nel deserto” dopo un viaggetto di appena 24 ore.

Arrivato in quella che definiscono senza alcuna ragione, “Splendida cittadina”, l’odore di fritto misto smog mi ha accompagnato, o meglio inseguito fino a che ho messo piede nell’hotel, che pensavo fosse situato, in periferia, vista la penuria e la tristezza in cui ero piombato… ma mi sbagliavo. Di fatto il mio alloggio affacciava sulla Road1, manco a dirlo la strada principale della Città. Dubbioso e assolutamente spaesato, prima di iniziare a testare i diversi mazzi di carte in vista del torneo, e quindi a fare quello per cui ero partito, ho deciso di rilassarmi e spendere qualche ora, anzi due giorni, per ambientarmi e visitare l’nterland. Magic poteva attendere. E’ stata una vera e propria esplorazione; io ero alla ricerca di location viste nella serie Breaking Bad, chiaramente, ma anche della struttura in cui venne fondata la Microsoft, insomma a respirare quel qualcosa che trapela nei film e nei documentari…ma la mia ricerca non ebbe i frutti desiderati e quindi decido di tornare a pensare alle mie amate “figurine” non senza un velo di tristezza e a poche ore dall’agognato Pro Tour. Ed eccoci qui : l’evento era suddiviso in Tre giorni: Day1, Day2, Top8. Per accedere al Day2 era necessario vincere almeno 4 degli 8 round disputati nel Day1, per rientrare nella top 8 invece, bisognava fare salti mortali… ma eravamo lì a giocarci i 250.000 dollari di montepremi! ( in realtà l’autore aveva scritto “ erano li a giocarsi “ escludendo se stesso da ogni possibilità ma la redazione non e’ stata d’accordo n.d.r.)
Il Venerdì inizia il mio torneo, nei primi tre turni devo giocare un formato chiamato: DRAFT.
A differenza dei Formati Constructed, dove arrivi già con il mazzo pronto e costruito da te stesso, il Draft prevede la costruzione di un mazzo in Loco; come? Si costituiscono dei tavoli composti da 8 giocatori; All’inizio del Draft ogni giocatore apre una busta e sceglie una tra le 15 carte presenti al suo interno; poi tutti passano le rimanenti 14 carte al giocatore alla propria sinistra, il quale sceglierà la sua Seconda carta. Si procede così per 3 pacchetti. Al termine ognuno avrà 45 carte con cui costruire il proprio Mazzo. Al mio tavolo erano presenti giocatori di un certo spessore, tra cui l’Ex campione del mondo Seth Manfield ed uno dei giocatori di Limited più forte riconosciuto a livello Mondiale: Matt Severa. Il draft non va molto bene, perdo miseramente tutte e 3 le partite previste, una di queste proprio contro Severa. Per fare Day 2 quindi, era necessario un piccolo miracolo… miracolo che avvenne!
Al draft seguono 5 turni STANDARD Constructed (Carte recenti disponibili dal 2016) in cui totalizzo un più che onesto 4-1, battendo sul filo del rasoio un Ragazzo francese nell’ultimo turno.
Già questo per me è un grandioso risultato, sono lì a realizzare il mio sogno, misurandomi con i migliori, imparando da loro e riuscendo spesso a cavarmela. Ricordo che quella sera provai a dormire, ma il fomento e la voglia di rimettermi in gioco l’indomani erano troppo forti per chiudere occhio. Ecco il Day2 , molto simile al Day1: vinco una partita su tre in Draft e tre su cinque in Standard, per un complessivo di 8-8; troppo poco per “Andare a soldi” ma abbastanza per le mie ambizioni.

Ricordo con nostalgia e voglia di rifarla questa esperienza e nonostante il torneo fosse andato più o meno bene, una cosa FALLIMENTARE in tutto questo non poteva mancate cosa su cui ho soprasseduto ma che oggi a voi racconto. Si… La città!
Concluso il Day2, con alcuni altri partecipanti italiani decidiamo di andare in quel fast food famosissimo… da molti addirittura Sognato e per il quale fremevamo:
LOS POLLOS HERMANOS. (e qui ci ricolleghiamo al telefilm di cui sopra)


Il nostro più grande errore… entriamo in un locale che si presenta sporco, vuoto, ma sopratutto, mio dio, che non serviva pietanze a base di Pollo!!! Una sconfitta molto più forte delle 8 ricevute in precedenza al torneo e i desideri di mangiare Pollo fritto erano così andati in frantumi… Ordiniamo comunque da mangiare, in compagnia di una colonna di formiche intente a cibarsi di alcuni rimasugli adagiati sulla cima di un cestino e di alcune mosche che, forse, vedono nell’Angolo bibite un’oasi. Il pasto peggiore della mia vita, le patate sono lì da almeno una settimana, il pane era più duro del cemento e l’hamburger era di tutto fuorché di manzo…. una delusione totale… come tutta la città d’altronde.
Il 6 Novembre, la mia esperienza si conclude con il rientro in Italia… Torno dall’America felice del risultato ma sopratutto con una voglia immensa di continuare a giocare a questo splendido gioco che mi ha permesso di realizzare uno dei miei sogni. Non per fare il finale con la morale, ma questo capitolo della mia vita, mi ha insegnato molto anche a livello personale… ho imparato che con impegno, dedizione e con tanta forza di volontà possiamo costruire un futuro molto affine ai nostri ideali e nel contempo realizzare, anche a piccoli passi, i nostri sogni rendendoli realtà, e ho imparato che quello che si vede nei film non è quasi mai vero, e che anche se vi dicono che mangerete pollo, voi non mangerete pollo!!!

Due tre cose voglio dirvele:
– Credete in tutto ciò che fate, soprattutto se ci tenete sul serio! Lasciatevi trasportare ma rimanete con i piedi per terra. Impegnatevi, fate sacrifici ed un domani ne raccoglierete i frutti!
– Non andate ad Albuquerque, un paesino qualunque del Molise va benissimo!

-la terza è sempre sul pollo ma mi viene da piangere!!!

Un Saluto!