SONO STATO ALL’ARF!

Sono stato all’Arf! Festival a fine maggio e ho constatato felicemente che, giunto alla quarta edizione, il Festival del Fumetto di Roma ha personalità da vendere.

Non è un festival per tutti, certo: qui il fumetto è assolutamente al centro di ogni singolo evento, non c’è spazio per giochi da tavolo, cosplay, videogames o anteprime cinematografiche. Gli amanti delle grandi fiere come Lucca Comics o il Comicon di Napoli potrebbero storcere il naso, forse persino i fumettofili hardcore noterebbero l’assenza di qualche casa editrice, ma l’atmosfera dell’Arf! è incredibilmente rilassata e allegra. Qui lo spazio che separa lettori e autori è molto ridotto, scambiare quattro chiacchiere col disegnatore che ti sta dedicando il suo libro è la norma, anzi, quasi obbligatorio. Poche sono le nuove uscite che debuttano all’Arf!, l’aspetto commerciale non è la caratteristica principale. Il cuore di questo festival è negli incontri, nelle masterclass e nell’area autoproduzioni.

 

      Gli incontri

 

Quando vado alle fiere di fumetto, ogni tanto mi piace anche seguire qualche incontro con gli autori di fumetto. A Lucca Comics, per esempio, ce ne sono talmente tanti e tutti in contemporanea che mentre stai assistendo alla presentazione della nuova serie del tuo sceneggiatore preferito, quasi sicuramente ti stai perdendo qualche grande maestro internazionale del fumetto d’avventura che disegna dal vivo.

All’Arf!, grazie alle contenute dimensioni del festival, tutti gli eventi si svolgono in una sola sala. E sono bellissimi. Gli ospiti presenti quest’anno erano, solo per citarne qualcuno, Alessandro Barbucci (uno dei creatori di “Sky Doll”, “Monster Allergy” e “W.I.T.C.H.”), Jordi Bernet (uno dei più grandi fumettisti di sempre, disegnatore di “Torpedo”, “Tex”, “Chiara di Notte” solo per citarne alcuni), Danijel Žeželj (leggenda vivente del fumetto e dell’illustrazione, disegnatore sia di graphic novels che per conto di Marvel, DC Comics e molti altri editori)…

Nessun festival di fumetto che si rispetti può trascurare l’importanza di avere dei grandi ospiti, nomi importanti che facciano da richiamo per i lettori, ma all’Arf! viene favorita enormemente l’interazione con gli autori, i quali gironzolano continuamente tra l’area mostre (piccola ma ben curata) e l’Arf! Alley, lo spazio in cui i fumettisti possono eseguire e vendere direttamente i propri disegni su commissione davanti al pubblico.

 

Le masterclass

 

Una consistente parte del pubblico dell’Arf! Festival, ormai si sarà capito, è costituita da addetti ai lavori: fumettisti, studenti delle scuole di fumetto e illustrazione, redattori, critici, editori, collezionisti di originali… proprio perché è rivolto anche a chi i fumetti li fa, le masterclass di Arf! Festival costituiscono uno dei cardini della manifestazione.

Sono un’occasione per conoscere vari aspetti del mondo del fumetto a livello professionale. Gli autori chiamati a tenere queste lezioni/conversazioni erano illustri: Alessandro Barbucci, Mirka Andolfo, Michele Masiero, Davide De Cubellis, Emiliano Mammucari e Alessandro Bilotta.

Io ho seguito proprio quest’ultima. Il creatore di Mercurio Loi, nonché sceneggiatore di punta di Dylan Dog, ha parlato del suo modo di approcciarsi a una sceneggiatura a fumetti partendo dai fumetti che più lo hanno segnato. Ripeto, non è un festival per tutti, ma per chi i fumetti li legge e li fa è un’occasione preziosa.

 

L’Area Self

 

L’area autoproduzioni di Arf! è colorata, vitale, allegra, piena di fumetti e autori da scoprire. Le etichette e i collettivi presenti erano tanti e la cosa che sorprende è la grande qualità delle proposte. Fino a pochi anni fa l’autoproduzione godeva di scarsa considerazione persino da parte dei lettori più appassionati, forse addirittura in misura maggiore da parte loro rispetto ai lettori occasionali; “autoproduzione” era ingiustamente considerato un sinonimo di “fatto male”, “vorrei ma non posso”, oppure “fumetti strani e sfigati”.

L’evoluzione delle autoproduzioni è stata rapida è visibile, anche grazie alla tecnologia: dalla produzione alla stampa fino alla distribuzione, autoprodurre oggi è ben diverso rispetto a venti anni fa. Certo, oggi si legge meno, ma i nuovi lettori sono allo stesso tempo più esigenti. Ma questo è un altro discorso.

Comunque, quasi tutti i miei acquisti li ho fatti in Area Self, nonostante la presenza in fiera di editori importanti come Coconino, Bao, Tunuè… Segnalo in particolare Brace, Attaccapanni Press e Mammaiuto tra le realtà autoprodotte più interessanti.

 

A corredare una tre giorni stupenda, la mostra di Andrea Pazienza per celebrare il trentennale dalla scomparsa. Gli originali di Pazienza sono sempre uno spettacolo dal vivo; sicuramente mi segnò di più la mostra al Vittoriano del 2005, che includeva anche disegni privati dell’autore, come i fumetti che disegnava in classe al liceo o addirittura quadri dipinti durante l’adolescenza.

Questa nuova mostra (che è ancora aperta per tutto il mese di giugno, al MACRO Testaccio, negli spazi dell’ex-mattatoio) offre un excursus in ordine cronologico sull’opera di Pazienza, partendo da Penthotal fino a Pompeo, passando per Zanardi, Pertini e tutti gli altri meravigliosi mondi che abbiamo imparato ad amare. Ci sono copertine di dischi (né disegnò tante e per tanti autori, da Enzo Evitabile ad Amedeo Minghi), video interviste, dipinti, per una mostra forse non troppo grande ma sicuramente da visitare per ogni appassionato.