NINTENDO#1 : VIRTUAL BOY

Ma se vi dicessi che la politica italiana si arrampica in accordi bizarri pur di mantenere agognate e costose poltroncine,che la compagine bianconera di Torino vince il titolo nazionale e che in casa abbiamo la realta’ virtuale, a che anno pensereste? 2018? SBAGLIATO! Stiamo parlando del 1995. All’epoca c’era Berlusconi, la Juventus andava a quota 23 titoli e la realta’ virtuale era nelle nostre casa, rappresentata sapientemente da una multinazionale che in quegli anni, stava per prendere i piu’ grossi abbagli della sua storia: Nintendo.
Forse suonera’ strano che la casa di Kyoto non ha sempre sfornato console di successo come la fortunata serie dei Game Boy , i migliori console portatili in circolazione per anni, o l’ultima arrivata e ormai affermata Nintendo Switch. C’è stato un periodo in cui la grande N e’ stata sull’orlo del declino,  forse del capitombolo e anzi, del “FALLIMENTO”. Dopo i grandi ed indiscussi successi degli anni 80, di NES in primis ma soprattutto  del SUPERNES supernintendo o superfamicom che dir si voglia, il mondo voltava pagina; si andava verso un’ era piu’ digitale, forse dal punto di vista oriental/nintendo, piu’ effimera e piu’ vacua ma certamente piu’ redditizia. Senza addentrarci troppo, citiamo solo ( dico solo) Sony che con Playstation uno si accaparro’ il mercato videoludico planetario in un batter d’occhio , mentre la nostra amata N, con una macchina si potente e prestante ma poco supportata dalle terze parti,  N64, causa anche la sua chiusura a supporti piu’ pratici come i CDmfaceva un semi-buco nell’acqua. Questo fu il lietmotiv di tutto il decennio con un errore dietro l’altro, a volte errori di tempo, a volte errori di concetto e a volte…
…e a volte, come quando Yokoi, papà del game boy, volle fare il passo piu’ lungo della gamba, osando con una macchina tanto pretenziosa quanto oscena. errori totali! Nome in codice VR-32, al secolo, Virtual Boy. Sulla scia di successi come Il Tagliaerbe al cinema e in un epoca di fermento avenieristico,l’idea innovativa , far vivere al giocatore un’esperienza similare a quella che la fantascienza proponeva, era forse il passo giusto; esperienza full immersion nel mondo del gioco tramite una realtà virtuale basata sulla stereoscopia, in parole semplici, una tecnica grazie alla quale un complesso sistema di luci, led e specchi era in grado di dare un effetto 3D ad un’immagine: “wow”! Ma, perchè ci fu un grande, immenso, mastodontico MA, la monocromaticita’ rosso/nero (i giocatori erano già alle prese con animazioni e colori ben superiori come impatto) che poteva risultare sgradevole alla vista nonchè dare spiacevoli disturbi, le appena 22 cartucce senza sviluppo di terze parti e per lo più giochi reciclati da nes o snes e nessuna killer application (nemmeno Zelda o Mario), furono i motivi di un fallimento ben congegnato e  infine , ciliegina sulla torta , l’iceberg più grande che decretò la fine di questo Titanic videoludico fu la pubblicità stessa: una forviante e stroboscopica marea di paroloni e immagini che in realta’ non sottendevano ad un prodotto degno di tanta boriosita’. Abbiamo accennato all’inizio della chiacchierata alle console portatili che Nintendo gia’ promuoveva egreggiamente,  e gli utenti già amavano proprio perchè il grande bluff fu che  il prodotto venne lanciato come “portatile”,il che tecnicamente era esatto poichè non richiedeva un monitor nè corrente, ma nei fatti non era piu’ portatile del tavolo dove avrebbe dovuto reggersi il suo ingombrante trespolo! Morale della favola: la produzione cessò nell’anno successivo e l’idea di realtà virtuale venne messa da parte per un po’ dando spazio ad altri tipi di sviluppo, il papà di game boy, scottato dal disastro, andò o fu mandato altrove a cercar fortuna e di questa console, ora oggetto di culto per gli amatori e collezionisti, non se ne parlò più per molto molto temppo. Ma ci si chiede sempre al cospetto di un grande fallimento: se non ci fossero pionieri, persone come Yokoi che osano e pagano sulla propria pelle che credono nelle idee proprie non in quelle copiate dagli altri, oggi avremmo una Nintendo simile a Sony o Microsoft?…questo fallimento quasi sicuramente per fortuna lo ha scongiurato.

Mattias/luther/Luthien